[Le Mie Stille]
sabato 4 luglio 2009 18.13
Un fiume.
Un fiume salato.
Salato e caldo.
Non sento più gli odori.
Un lago.
Un lago salato.
Salato e amaro.
Non vedo più niente.
Un vuoto.
Un vuoto profondo.
Profondo e nero.
Non sento più lo scorrere del tempo.
Mi serve Tempo.
Tears stream
down your face
when you lose something you cannot replace.
[Il Mio Punto Limite]
lunedì 13 luglio 2009 15.21
E ti chiedi ancora se stai facendo la cosa giusta...
Ma alla fine, come fai a saperlo? Cos'è giusto e cos'è sbagliato? In fondo non è tutto relativo?
E quindi rimani lì, inerme cercando di agire secondo la logica, ma non troppo.
Anche il cuore vuole la sua parte, ma il tuo problema è che al di là di un certo livello non riesci a capire se stai ascoltando il cuore o il cervello. E' il tuo punto limite, al di là del quale non sai più cosa è giusto e cosa è sbagliato, al di là del quale non sai più scegliere, al di là del quale sei perso, in balia degli eventi.
[La Mia Maschera D'Oro]
mercoledì 22 luglio 2009 1.04
E un giorno ti chiedi: perché mai portiamo tutte queste maschere?
Perché ingannare gli altri?
Perché abbiamo paura di soffrire?
Perché abbiamo paura di mostrarci come siamo realmente?
Conta davvero così tanto l'opinione che gli altri hanno di noi?
E perché, a volte, le persone con cui vorresti toglierti la maschera sono quelle con le quali te la tieni più stretta sul viso?
A quanto pare ci sono necessarie, tutte queste maschere. Ognuno di noi ne ha parecchie da sorreggere: con persone diverse, maschere diverse.
E così nasce una fiaba con ciascuna persona che conosciamo, una storia diversa da raccontare a persone diverse. Magari sempre la stessa, ma con differenti sfaccettature. C'è anche chi è bravo a capire subito gli altri, in modo da sapere cosa vuole sentire per poi metterlo in mezzo alla storia, per coinvolgerlo meglio.
A volte però, certe storie non le raccontiamo a tutti, ce le teniamo per noi o al massimo per le persone a noi più vicine, quelle che sappiamo non ci giudicherebbero mai. O meglio, che lo farebbero, ce lo direbbero, ma ci lascerebbero fare quello che vogliamo, senza intralciarci. Persone alle quali comunque, a loro insaputa (ma forse neanche tanto), riserviamo una bella maschera.
Ma non tutte le maschere nascondono una storia o sono nate perché abbiamo paura del giudizio altrui. Alcune nascono solo perché ne sentiamo il bisogno. Il bisogno di stare con noi stessi.
E nessun altro.
Una maschera che ci nasconda da tutto e tutti, da poter indossare in un qualsiasi momento, che ci permette di trovare un posticino solo e silenzioso all'interno del nostro più profondo animo dove possiamo pensare in pace. Una maschera che più si porta, più è difficile lasciare. Una maschera che è una salvezza, ma anche una condanna.
Altre volte, alcune maschere ti servono per non vedere. Non vuoi vedere quello che fai, perché sai che stai sbagliando, quindi cosa fai? Indossi una bella maschera. Magari tutta nuova e d'oro. E cosa succede? Le persone l'ammirano e cadono dritte nell'ipnosi che provoca. Ma devi stare attento, tu non sei immune a quell'ipnosi. Puoi caderci anche tu, lo sai. Lo sai benissimo, eppure a volte la indossi lo stesso... Perché?
Perché non puoi indossare più di una maschera.
Non contemporaneamente almeno. Perché sai benissimo che rischi di rovinarne una. E' inevitabile.
E quindi ti ritrovi ad indossare questa pericolosa maschera dall'effetto ipnotico e scombussolante, talmente scombussolante che ti fa credere di essertela tolta. Ti fa vedere quello che non c'è, ti fa credere in quello in cui non devi, ti allontana dalla realtà dei fatti o te ne infila in mezzo di assolutamente inventati. E tu sei in balia di questa maschera, senza sapere più chi sei, cosa stai facendo e quello che vuoi. E speri solo di non averla portata abbastanza a lungo da permetterle di incollarsi sulla tua faccia, perché ne hai paura. Hai paura che prenda il sopravvento, che ti faccia fare cose che desideri nell'angolino più profondo e buio dell'animo, ma che non faresti mai (perché hai paura). E hai paura di finire con il guardarti vivere. E con te, le persone che ti stanno accanto, alle quali appari così felice da far invidia. Persone ignare della tua prigionia all'interno del tuo stesso corpo e della tua stessa mente.
Ma con tutte queste maschere davanti alla tua vera faccia ti viene da chiederti: "Ma qual'è la mia vera faccia?"
Secondo te, è possibile che una maschera sia la tua vera faccia? Magari una finta maschera. Un maschera che tutti conoscono, che tutti pensano sia solo una maschera, ed invece è molto più di quel che appare.
Ma non è una maschera, è la tua vera faccia. Ma qual'è delle tante?
Magari qualcuno, quelli che si riescono ad avvicinare di più a te o quelli che fai avvicinare di proposito se ne possono accorgere, ma tutti gli altri no.
E tu? Ti lasci avvicinare a te stesso?
[La Mia Porta]
giovedì 30 luglio 2009 2.33
E ad un certo punto della tua vita senti una canzone che non sentivi da un po' di tempo e che non ricordavi così bella. E a quel punto ti ritrovi a capire una cosa che era sempre stata davanti al tuo naso, ma che non avevi mai preso seriamente in considerazione. (Chissà perché poi...)
E ti accorgi che nella vita ci sono un sacco di porte. Sì, porte. Dalle quali la gente entra o esce, che sia per pochi secondi che per mesi o anni. Alcuni li inviti tu ad entrare, altri entrano per sbaglio ma rimangono perché affascinati da te; altri ancora tentano inutilmente di entrare, ma tu hai chiuso la porta così bene che anche le loro più forti spallate non riescono a farla muovere di un solo millimetro; altri ancora trovano un'altra entrata e ti colgono alle spalle.
Alcuni li inviti tu ad uscire... In modo sottile, garbato, senza fargliela pesare troppo; altri li cacci fuori a pedate, perché credevi davvero che fossero quel qualcun altro che fingevano di essere; altri sei costretto a farli uscire per il loro bene, anche se loro non lo capiranno mai e altri ancora escono per loro volontà, perché magari tu hai commesso un errore. Un errore al quale non sai come riparare, un errore fatale. Un errore fatalmente stupido. Di certo non volevi commettere quell'errore, probabilmente lo sa anche lei. Ma quella persona a volte non riesce a sopportarlo. Anche se è un errore stupido, è pur sempre un errore che dà molto fastidio. Dà fastidio a te, figuriamoci a lei.
Ma non puoi farci niente. Speri solo che non se ne vada, che decida di rimanere lì, con te, di non oltrepassare quella porta, perché sai che la tua vita non sarà più la stessa, come probabilmente non lo sarà più nemmeno la sua. Certo, ne inizierà una nuova, magari migliore, chissà... Ma senza di lei. E la cosa ti spaventa, com'è ovvio che sia. Ma sai che continuerai a guardare quella porta, sperando che lei entrerà di nuovo, sperando che busserà timidamente facendo capolino con la testa. Anche se tutto sarà cambiato e sapendo che non potrà mai tornare come prima, sai già che l'accetterai ben volentieri.
E come non molto spesso accade, speri solo che tutto quello che ti sei immaginato non si avveri mai.
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