domenica 29 luglio 2012

[Il Mio Aprile 2011]


[Il Mio Coperchio Ligneo]
venerdì 8 aprile 2011 4.08


Un senso di oppressione infinita.
Ogni cosa pesa quanto un macigno e nemmeno questo vento incessante lo potrebbe spostare.
La pioggia dà la vana illusione di lavare via tutto questo, ma l'unica cosa che fa veramente è erodere quei pochi frammenti del tuo io rimasti.
Sopra questi colossi altissimi il cielo grigio si è chiuso, come il coperchio ligneo di una bara sopra un gigantesco corpo putrescente.

sabato 28 luglio 2012

[Il Mio Novembre 2010]


[Le Mie Finestre]
lunedì 8 novembre 2010 16.58


Il grigiore di un cielo autunnale e i vecchi palazzi di una città annerita dall'inquinamento.
Le uniche cose che hanno una parvenza di colore sono le finestre.
L'arancione.
Mentre il treno scivola via lento e inesorabile sui suoi viscidi binari, ad ogni casa che passa si intravede un frammento di vita.
Come fanno questi esseri a vivere nell'oscurità mentale data dal grigiore della città?
Come fanno a non scappare? A resistere a tutta questa nebbia, questo vapore che avvolge tutto?
Ma il caldo bagliore che trapela dall'arancione acceso delle finestre risponde a queste domande senza proferire parole.


Poi, dentro la città, i colori cominciano a moltiplicarsi, a prendere vita.
O quasi.
Rimangono comunque colori spenti, che non sanno perché esistono, cosa fanno qui, ma le persone ne rimangono comunque abbagliate.
E anche la musica... Anche la musica risulta corrotta.
Si mescola a questi colori che sembrano tutti uguali, con questi ritmi, che sembrano tutti uguali, e contribuisce ad affievolire l'anima delle persone, a renderle tutte inconsapevolmente uguali.
Tanti involucri diversi, con facce diverse che condividono la stessa grigia anima, un tempo di tutti i colori dell'arcobaleno.


Ma fortunatamente ci sono ancora degli spiriti "eletti", se così si vuol chiamarli. Spiriti che non sono grigi come tutti gli altri.
Spiriti che emanano una luce dorata. Un oro che tende all'arancione.
Un oro mai visto, forse dimenticato.
Un colore che è presente in tutti noi, ma che ci limitiamo a non guardare e a sopprimere con il nostro grigio.
Ma può sempre essere risvegliato, in un qualche modo.


Ma cosa succede quando una di queste anime grigie manca il risveglio?
Cosa succede se non aiuta un'anima splendente(anche se solo per una combinazione di lentezza, stupidità e vergogna)?

martedì 3 luglio 2012

[Il Mio Settembre 2010]


[Il Mio "Verba" Volante]
mercoledì 1 settembre 2010 2.11


Certe giornate sembrano fatte apposta...

E certi momenti ci sfuggono via silenziosi e veloci.

Un po' come quando stai facendo una riflessione interessante, ma sei a letto stanco morto e ti dici:
"No... Non ho la forza di scriverla..."
Però sai che ti dimenticherai, perché "verba volant, scripta manent" e il pensiero è da considerarsi "verba", quindi ti appunti una semplice frase come: "Certe giornate sembrano fatte apposta..." pensando erroneamente che poi, quando la rileggerai, ti riporterà alla mente tutto il ragionamento che aveva alle spalle.

E così, certi momenti ci sfuggono nonostante tutto ciò che facciamo per impedirlo.



[Il Mio Viaggio]

venerdì 3 settembre 2010 2.12


La gente non guarda mai in alto.
Non più almeno.
Una volta tutti guardavano in alto.
Parlo di secoli fa ovviamente.

Una volta la gente sognava.
Ma non di notte, ad occhi aperti dico io.
Ora non più. O almeno, poche persone lo fanno.

Mi chiedo perché.
E' così bello guardare in alto, sognare un'avventura emozionante ad occhi aperti, viaggiare lontano, ma senza allontanarsi dalla propria mente, rivivere i nostri ricordi, sorridere a quelli più belli e piangere a quelli più tristi...

Qual'è l'immagine più bella a cui riuscite a pensare in questo momento?
Se ne avete già una in mente, una speciale magari, è facile... Probabilmente siete dei sognatori, dei visionari.
Ma se non ce l'avete è tutta un'altra storia.
E può essere un problema, può voler dire che non avete immaginazione, che non sapete viaggiare oltre i confini del normale, che non sapete sognare.

Perché la gente non guarda più in alto?
Perché è convinta di sapere, dico io.

Sapere che cosa?
La verità, suppongo.

Oh, ma non chiedetela a me, io non la so di certo, la verità... E' proprio per questo che continuo a guardare in alto e sognare. Sempre e comunque.
So che la mia ricerca non avrà mai fine. Dopo questa vita, continuerò la ricerca in un'altra.
O almeno spero.





[Il Mio Alleggerire]
martedì 21 settembre 2010 14.11


Avete mai notato che certi film vi cambiano la vita?
Beh, magari non così profondamente e magari non proprio tutto il film.
Magari solo una scena o due e magari senza che ce ne accorgiamo.
Ma quando ce ne accorgiamo, cominciamo a sorridere perché, diciamocelo, ci sentiamo davvero stupidi.

Un po' come quando tua madre ti obbliga a fare le pulizie e allora tu decidi di farle con in sottofondo la canzone "Dude Looks Like A Lady" e imitando Mrs. Doubtfire.
A volte basta un niente per non farci pesare le cose.


venerdì 22 giugno 2012

[Il Mio Luglio 2010]


[Il Mio Buio]
domenica 18 luglio 2010 20.59


Non mi ero mai accorto di quanto il buio fosse bello.
Ti abbraccia, ti tiene con sè e non ti lascia andar via, ti dà la possibilità di non distrarti e di concentrarti sui tuoi pensieri...
E' bello...
Sembra quasi avere un senso.

Se tu ti abbandonassi al buio potresti forse trovare la soluzione di uno dei tuoi tanti problemi.
E nel buio potresti avere visioni.
Potresti vedere il futuro, immagini oniriche in discorsi sibillini, sogni che si mischiano nella foschia dei ricordi, le memorie di quei moomenti che non hai vissuto perché hai fatto scelte differenti...
Le parole non possono descrivere la profondità e il freddo calore del buio e dei sentimenti che porta.
E così il nero inghiotte ogni colore, ogni suono, ogni odore, ogni luce, lasciandoti nella pace surreale dell'oblio.


Maledetta Enel.

domenica 10 giugno 2012

[Il Mio Maggio 2010]


[Il Mio Treno Silenzioso]
sabato 1 maggio 2010 2.20


E il tram che sfreccia accanto a quello in cui sei tu non fa praticamente alcun rumore.
E così non puoi non pensare che le cose, nella vita, non vanno sempre come si sarebbe supposto, bensì, molto spesso, ci stupiscono. Ci sono alcune cose, azioni, avvenimenti e parole che non fanno "rumore", al contrario di quello che ci si sarebbe aspettati. Ovviamente è valida anche la proprietà inversa, ovvero che dei fatti che non avremmo mai pensato potessero pesare a qualcuno o fare scalpore, facciano invece un gran bel casino...
Ma quindi... Come si fa a non offendere o ferire sempre in un qualche modo qualcuno?
Non si può.
C'è sempre qualcosa che ci sfugge di mano.
Sempre.
Con chiunque.
Anche con le persone che conosciamo meglio. Non importa che ce lo facciano notare o meno. Con ogni probabilità tutti abbiamo ferito le persone che più amiamo.
Quindi non ci resta che fare del nostro meglio per non ferire nessuno, tenendo però bene a mente che è impossibile riuscirci.
Anche perché... un errore in buona fede, è davvero un errore?

giovedì 7 giugno 2012

[Il Mio Marzo 2010]

[Il Mio Consiglio]
mercoledì 3 marzo 2010 17.09

Oggi in metro mi sono messo ad osservare le facce delle persone che entravano o uscivano e non ho potuto fare a meno di notare che la maggior parte di loro è stressata o infelice, malgrado le apparenze. Ora: so bene che nella vita dovrò scendere a dei compromessi anch'io, come probabilmente hanno fatto tutti loro, ma una cosa è certa. Sto facendo quello che voglio e che ho sempre sognato.
Quindi, ho un piccolo consiglio per te che stai leggendo ora, chiunque tu sia:

Non essere quello che non vuoi essere.



[Il Mio Carillon Di Desolazione]
lunedì 22 marzo 2010 18.48

E così la primavera è iniziata...
E questa pioggia non la smette di cadere... Quasi volesse avvertirci...
Di cosa? Non ne ho idea.
Magari qualcuno la potrebbe interpretare come un segno negativo, un cattivo segno.
"Se il primo giorno di primavera piove, andiamo bene! Chissà il resto come sarà!"
Sciocchezze, dico io.
Il primo giorno di primavera è un giorno come un altro. Che piova o meno, non cambia poi tanto.
Ma se proprio devo interpretarlo anch'io in un qualche modo, mi piace pensare che sia un segno positivo, un buon segno.
Mi piace pensare che questa pioggia ripulisca tutto. Questa città, le persone che vi abitano, le persone che ci passano per caso, il popolo umano intero.
Sì, un pensiero molto buonista e ottimista, lo ammetto. Non molto da me. Ma si sa, la gente cambia... A volte in meglio e a volte in peggio. E a volte si cambia e basta e non si sa in meglio o in peggio. E probabilmente nessuno lo saprà mai dire...
Ascoltare le semplici note di un motivetto malinconico di un carillon in una giornata estremamente piovosa di primavera come questa mi fa sorridere dalla tristezza.

lunedì 28 maggio 2012

[Il Mio Febbraio 2010]

[Le Mie Cartelle]
giovedì 18 febbraio 2010 23.25

Non ho mai creduto in niente.
Babbo Natale, la Befana, il coniglietto pasquale, la fatina dei denti... Dio... Tutti questi personaggi, queste cose, li avevo classificati fin da subito nella cartella "Cose Inesistenti".
L'unica cosa alla quale ho creduto è stata Santa Lucia... Una santa alla quale, in alcune regioni del nord Italia, viene detto ai bambini che bisogna scrivere una letterina con quello che si vorrebbe, perchè  nella notte del 12 Dicembre porterà i doni ai bimbi buoni. La storia in sè sembra uguale a tutte le altre, ma sotto altri aspetti è molto diversa. Infatti nelle sere precedenti al 12 il bambino può collocarsi vicino alle finestre e chiedere che Santa Lucia gli lanci dei dolci che, magicamente, attraverseranno la finestra o le pareti cadendo sul pavimento della stanza.
Ricordo ancora quella volta che chiamai Santa Lucia almeno tre o quattro volte chiedendole di "buttarmi giù  qualcosa"... I miei stavano guardando la tv dietro di me e mia nonna era con loro. Ad un tratto un suono secco alle mie spalle  mi spaventò un sacco... A dir la verità  era al centro del piccolo salotto di allora, alle spalle dei miei genitori quindi, che si finsero sorpresi quanto me...
Fecero una recita davvero ben fatta: da quella volta ci credetti fermamente.
Fu una delusione venire a scoprire a scuola che non era così, che era tutto una farsa.
E così  si venne a formare nella mia testa un'altra sottocartella nella cartella "I Miei Errori": le cose inesistenti di cui credevo l'esistenza.
Una cartella che potrebbe venire aggiornata di continuo, una di quelle più movimentate per quanto riguarda il traffico di pensieri e "cose"...

domenica 20 maggio 2012

[Il Mio Dicembre 2009]

[I Miei Scherzi]
sabato 5 dicembre 2009 14.51

E' buffo come il caldo mi solleciti i pensieri.
Come l'acqua che scorre veloce sul mio viso, così i miei pensieri corrono saltando di conclusione in conclusione. Pensieri veloci, uniti tra loro dai collegamenti più inaspettati e allucinanti.
E con gli occhi chiusi non ci sono più solo le parole, ma vengono fuori anche le immagini, che si susseguono una dietro l'altra a gran velocità, creando una specie di cortometraggio.
E poi il freddo, il blocco della pellicola cinematografica, il blocco di quello scorrere vicino all'infinito di tutti quei pensieri.
Un freddo improvviso, anticipato solo dal suono della porta che si apre.

Condividere idee per degli scherzi con qualcuno che potrebbe rivolgerli a te in futuro non è da considerarsi una buona idea.
Dovrei ricordarmelo.





[Il Mio Natale]
sabato 19 dicembre 2009 20.30

Era da un po' che avevo intenzione di aggiornare, di scrivere quei pensieri che ho avidamente buttato giù dall'ultima volta che ho scritto qui sino ad oggi, ma non lo farò. Non oggi almeno.
Ho sentito dire che il buon giorno si vede dal mattino e, forse, è così.

La prima cosa cosa che ho visto stamattina aprendo gli occhi è stata la finestra della mia camera e la luce bianco-grigia che ne entrava... Poi ho realizzato che questo tetro chiarore era il frutto della nevicata della notte scorsa e un preavviso dell'andamento della giornata.
Comunque, è sempre strano il risveglio... Almeno per me.
Appena mi sveglio ho voglia di fare tante cose, ma so che non ho il tempo di farle tutte e ciò mi deprime non poco. Poi mi alzo e non ne faccio nessuna. E la giornata comincia a diventare sempre più grigia con prospettive di felicità per la serata pari a -10 (un po' come la temperatura che c'è in casa).

E poi succede una di quelle cose che ti strappano via il cuore a mani nude. Così, senza preavviso. In una giornata mediocremente grigia come tante altre.
E improvvisamente non t'importa più delle prospettive della giornata, perché sai che da oggi in poi le giornate si susseguiranno tutte uguali, tutte grigie (con qualche sfaccettatura di blu e viola ogni tanto) nonostante magari fuori ci sia il sole, nonostante sia Natale.
(Natale... Mi viene quasi da ridere...)

E poi pensi e ti chiedi: "Ma come cavolo è possibile che io soffra ancora?"
Non pensavo che il mio cuore potesse reggere un altro tuffo del genere... Un altro tuffo in questo freddo vuoto bianco... Come la neve.
E le lacrime non fanno in tempo ad uscire, percorrendo la strada che ormai conoscono alla perfezione, che si ghiacciano all'istante. Un po' come ha fatto il cuore poco prima di rompersi e andare in mille pezzi.
Meno male che la casa è vuota e non c'è nessuno, sennò il fracasso del mio cuore che veniva schiacciato da un menhir non credo che sarebbe passato così indisturbato com'è stato.

Viva il Natale.
(Già lo odiavo prima, figuriamoci ora.)

domenica 13 maggio 2012

[Il Mio Novembre 2009]

[Il Mio Piccolo Giardino]
mercoledì 18 novembre 2009 18.18

Sapere di non essere d'aiuto non aiuta. E la consapevolezza che certe cose non le supereremo mai di certo non ci fa sentire meglio.
L'unica cosa che possiamo fare è fare del nostro meglio per andare avanti.
Non è forse quello che facciamo tutti ogni giorno?
Chi per cose più futili di altri, chi per cose molto più serie. L'unica cosa certa è che tutti noi facciamo quello che ci sentiamo... E di solito, quello che facciamo lo facciamo perchè ci fa sentire meglio.
O almeno, così crediamo.
Perché a volte la testa ragiona troppo, senza ascoltare l'intuito, la coscenza o il cuore, come volete chiamarlo.

Slowly, slowly we are driftin'...

venerdì 11 maggio 2012

[Il Mio Ottobre 2009]

[La Mia Centillinazione]
sabato 10 ottobre 2009 1.51

E così ti chiedi: è meglio la più cattiva e sconcertante delle verità, una di quelle che ti uccide oppure una bugia a fin di bene, una mezza verità?
Sai che è una domanda universale, valida per ogni cosa, per ogni tipo di argomento.
Insomma, se sei in un momento di crisi e cerchi una risposta ai tuoi dubbi è meglio che ti dicano un'amara mezza verità e ti addolciscano la pillola dicendo che puoi migliorare, che tutto si può risolvere, che non ti devi scoraggiare, oppure che ti dicano che sei senza speranza e che non ce la farà mai?
Entrambe le risposte sono buone e possibili, ma ognuna porterà ad una strada diversa. Ovviamente dipende anche dal proprio carattere, ma sinceramente sai che alla seconda ti avviliresti e diventeresti triste, tanto da arrenderti mentre qualcun'altro potrebbe incazzarsi e trovare la forza di andare avanti.
Credi comunque che la prima ti farebbe vedere una possibilità di farcela e lotteresti per quell'unica possibilità.

Una risposta "addolcita", una piccola bugia a volte può fare più di una chiara verità.
Una mezza verità insomma.
Non è falsa, ma non è del tutto vera.
Ecco, penso che quando una relazione (di qualunque tipo) sta giungendo alla fine si fa una cosa di questo tipo per far soffrire meno l'altra persona...
Ma il richiamo della verità è troppo forte e quindi poi finisci per cadere nella sua trappola mortale e se subentrano dei fattori esterni che distruggono queste confortanti mezze verità non rimane che soffrire di più. A tutte e due le parti. Ecco perché queste cose vanno centillinate.

Alla fine, nessuno è così egoista come crede.




[I Miei Ricordi Inesistenti]
giovedì 15 ottobre 2009 19.30

E' sempre brutto perdere qualcosa... Specie se questo qualcosa era un qualcosa che significava molto per te e se ci tenevi davvero. Anche per cose che magari erano al suo interno e che non ti ricordi nemmeno. Ma forse è proprio per quello che le tenevi lì, al sicuro (per quanto ne sapevi).

E ora tutto questo è rovinato, non c'è più.
E in questo modo un'altra piccola parte  di te  se n'è andata...
Silenziosamente.
Senza dirti niente.
Senza che tu te ne accorgessi.

E ora ti mancherà ancora tutto quello che non ricordi, per l'ennesima volta. Ma forse ti manca perché sai, bene o male, cosa ti lasci alle spalle, te lo senti, perché ti conosci.
Vecchie foto.
Rimasugli di quelle altre centinaia di foto che sono finite nell'infinito spazio che c'è nel nulla cibernetico. Un ricordo sbiadito nella nebbia della memoria.
Nuovi disegni.
Opere che ora, con la tua nuova vita speravi di concludere, idee che per il momento, senza uno scanner rimarranno in questa loro forma ancora per molto: linee sbiadite su fogli che diventano ogni giorno più gialli e polverosi.
Foto e sfondi da cui prendere spunto o per fare esercizi.
Tutta una serie di tutorials e studi che hai lasciato scomparire nel vuoto. Tutta una serie di immagini artistiche fatte di ombre e luci, di luminosità e contrasti, di disegni e foto che con ogni probabilità non riuscirai mai più a recuperare.

Mille note di pensieri, stupidate, riflessioni e giochi di parole o di grafica.

Tutte quelle parole che avevo annotato con tanta cura, quasi maniacale, per ricordarmele, perché mi aiutasserò nel momento del bisogno o perché mi svagassero un po' nei momenti di crisi... Tutte finite in un buco nero composto dalla mia memoria. Parole che potevano aiutarmi a ricordare un determinato periodo della mia vita, un determinato giorno, un determinato momento. Parole che non esistono più. Parole che non mi ricorderanno più un bel niente (per il semplice fatto che non esistono più,  come i miei ricordi).

E ora ti chiedi se questa tua lotta contro la tua stessa memoria, contro te stesso, avrà mai termine. Se riuscirai a farla finita una volta per tutte. Ma la verità è che cominci a pensare che qualunque cosa cerchi di salvare il più possibile e che quindi metti anche in formato digitale, pian piano svanisce sotto i tuoi occhi, nei momenti e nei modi più inaspettati. Così cominci a chiederti perché stai facendo tutto questo...
Perché hai sempre cercato di salvare e tenere ogni cosa e sei giunto alla conclusione che forse è perché hai paura di non ricordarti più nulla...
Hai paura che il tempo possa cancellare tutta la tua memoria e non vuoi. E tenti di aggrapparti disperatamente ad ogni più piccola cosa, che sia una frase, una foto, una parola o un oggetto. Invano.



[Il Mio Vecchio Motore]
sabato 17 ottobre 2009 13.51

Il tempo può sovrapporsi?
Può una persona sdoppiarsi senza saperlo e dare vita ad un fantasma che vive in un altro tempo?
E questo fantasma continuerà a vagare in quel tempo non suo, non capendo e agendo come agirebbe l'originale in una situazione così fuori dal normale?
Chi lo sa...
Magari vagherebbe in questo tempo sconosciuto, non sapendo bene quello che sta facendo.
Probabilmente rivivrebbe una giornata insignificante della propria vita.
Magari un'ossessione della giovinezza.
Magari un sogno mai realizzato o una frase mai detta, ma troppe volte pensata.

E probabilmente non se ne accorgerebbe nessuno.
Nessuno si accorgerebbe del fantasma del fratello di un vostro amico da giovane.
Nessuno.
Tranne voi, forse.
E allora il cervello della mente lucida comincia a mettersi in moto, come un vecchio motore mai troppo arrugginito per non partire. E dopo i primi due o tre scoppi parte. Lentamente, ma prendendo man mano più velocità.
E così questo treno, che fa fermate solo nelle poche zone ancora visibili della memoria, viaggia alla ricerca di un qualcosa che forse non c'è già più o che, probabilmente, non è mai realmente esistito.
Una risposta.

Qual'è la domanda?
Chi lo sa...
Forse nemmeno esiste, come la risposta.

Forse l'unica cosa certa è che nemmeno il fantasma si accorge che nessuno lo nota, che nessuno gli parla, che nessuno lo vede. E se lo nota non si chiede il perché.
E' come se non avesse un'anima, ma non è così semplice... Un'anima ce l'ha. Ed è anche un'anima triste, sola, in un tempo a lei sconosciuto, presente per noi, ma futuro per lei, intrappolata in quelle sembianze da ragazzino appena adolescente.
Un ragazzino che ha ancora tutta la vita davanti.
Una vita tutta da vivere, lunga o corta che sia.

Ma volendo, questo spettro, potrebbe incontrare il suo originale?
Potrebbe trovare quell'uomo che l'ha generato e raccontargli tutta la sua incredibile storia?
Potrebbe essere questo il suo unico dono e desiderio?

Un fantasma di un tempo ormai passato vive un'avventura fatta da ricordi di fatti mai avvenuti, incontrando persone che devono ancora nascere e dicendo cose che nessuno è capace di sentire nell'assordante silenzio dei più oscuri angoli della fantasia.

giovedì 10 maggio 2012

[Il Mio Settembre 2009]

[Il Mio Grigio Spettacolo Per Manichini]
martedì 15 settembre 2009 21.57

Il mio ultimo mese a Verona è quasi finito... E oggi è uno dei giorni più tristi e apparentemente inutili che io abbia mai visto.
E questo cielo grigio e questa leggera pioggerellina tamburellante sembrano volermi ricordare che la strada è ancora lunga e difficile e che probabilmente non arriverò mai da nessuna parte.
Sì... Sono decisamente in una delle mie migliori giornate no, probabilmente anche per questo tempo ostile... E dire che una volta mi ero detto (e dicevo agli altri):
"Non dovremmo far influenzare il nostro umore dal tempo" (o qualcosa di molto simile).
E poi mi guardo ora, qui, a scrivere tristi righe in una grigia giornata che non sembra avere alcuna intenzione di migliorare, ascoltando canzoni deprimenti e ridendo di me stesso.

E' una di quelle giornate dove ti sembra che la fine del mondo sia vicina... Una di quelle giornate minacciose, dove hai paura di fare qualsiasi cosa perché senti che potrebbe succedere qualcosa da un momento all'altro. E invece non succede niente. E allora poi ti senti uno stupido e ti chiedi come hai fatto a provare determinate sensazioni. Ma poi rifletti un attimo e ti accorgi che quei nuvoloni che coprivano tutto il cielo non lasciando spazio al sole e quella pioggerellina lenta ma insistente che scivolava a terra fredda e noncurante, non potevano non influenzarti negativamente, non potevano non trasmetterti tutte quelle sensazioni negative e minacciose.
E sai benissimo che fra qualche giorno, quando ripenserai ad oggi, ti sentirai davvero un cretino e riderai e scherzerai un sacco, come al solito. E ti ritroverai stupido come un pagliaccio che non fa ridere. Un pagliaccio che fa uno spettacolo a vuoto, uno spettacolo per dei manichini senza vita.
Un fallito insomma.
E chi lo sa... Magari qualcosa di vero in tutto questo c'è.
Sta di fatto che tutto questo grigiore risveglia in te i dubbi più profondi e intimi, dubbi che non vorresti avere, dubbi che gli adulti (come i tuoi genitori) dicono che sei troppo giovane per avere, che devi lasciarli a loro. Ma non ce la fai. Proprio non ce la fai, in giornate come queste tutto torna fuori, lento e inesorabile, chiaro come il sole. L'unico sole che riesci a vedere in una giornata così nuvolosa e fredda.
E i dubbi che hai non possono venir placati in alcun modo, o almeno così la pensi tu.
Gli altri ti diranno sempre che è un momento, che tutto questo passerà. Nel tuo intimo lo sai anche tu. Ma sai anche che in questo preciso momento preferiresti non essere in questa situazione, preferiresti non provare questi sentimenti pesanti, preferiresti non vedere tutto nero (sebbene sia il tuo colore preferito).

E' una di quelle giornate dove cerchi di ritrovare le vecchie abitudini. Chissà, forse perché richiamano i bei tempi in cui eri spensierato, ma sta di fatto che nemmeno le vecchie abitudini ti riescono a salvare. Sei in un baratro profondo e grigio, un baratro che si è aperto all'improvviso sotto i tuoi piedi, non sai nemmeno tu in che modo.
E ora stai precipitando.
Stai precipitando nel mare dei tuoi dubbi e delle tue paure, ma non sono le paure che ti aspetteresti. Ti aspetteresti paure da grandi, da gente adulta. E invece sono le stesse paure che ha un bambino. Scopri che le paure dei bambini non sono altro che le metafore delle paure degli adulti.
Cambiare vita, cavarsela da soli in un nuovo mondo a te estraneo non è forse come saltare nel buio? E i bambini non hanno forse paura del buio?
E dentro ognuno di noi non c'è forse un bambino, anche se lo neghiamo con tutti noi stessi?

E' una di quelle giornate dove non riesci a tirare delle somme positive.
E forse da qualche parte nel mondo, in questo preciso momento, un altro clown si sta accorgendo di non far ridere nessuno e sta passando uno dei più brutti momenti della sua vita, nonostante in futuro ci passerà sopra e magari lo dimenticherà.





[Il Mio Dimenticatoio]
giovedì 24 settembre 2009 20.11

E' proprio vero... Quando tutto sembra andare bene non si ha più molto di cui parlare, non si ha più molto su cui discutere (anche con sè stessi). E tutte le cose di cui avresti voluto parlare nei giorni scorsi stanno lentamente svanendo nei labirinti della mente.
Le cose si accumulano e si accumulano e inevitabilmente alcune vanno perse.
Non si può tenere tutto.
Credo sarebbe una delle cose più belle di questo mondo, ma purtroppo ciò non avviene.
Altre cose, altri pensieri, però, tornano a galla in momenti inaspettati, come quando sei in un momento romantico con la tua dolce metà e ti viene in mente un tuo amico che fa una faccia stupidissima che ti fa davvero ridere... Non sai perché ti è venuto in mente, è come se avesse voluto uscire da solo.
Così accade con moltissimi sogni. Non te li ricordi, sono lunghi e complicati, ma ogni tanto hai dei flash improvvisi, dati da cose che dici, che pensi, che vedi, che senti, i quali risvegliano un ricordo di un'immagine sfocata nella tua mente. Tanto sfocata che, nella tua corta e falsa memoria, non sai nemmeno più se si tratta di sogno o realtà.

E poi ci sono tutte quelle piccole cose che ti piacerebbe ricordare, per quanto stupide o insignificanti, che però svaniscono ad una velocità allucinante dalla tua mente. Nel tempo di un battito d'ali finiscono nel dimenticatoio, per riemergere (sempre che lo facciano) chissà quando e chissà dove. E quando lo fanno è sempre una bella sorpresa, è come se le scoprissi di nuovo per la prima volta e te ne meravigli. Ti riproponi di non dimenticartela più, ma con ogni probabilità sai già che te la dimenticherai ancora una volta. E se te la ricorderai, vorrà dire che avrai sacrificato di sicuro un'altra piccola cosa a cui tenevi in quel modo così stupido.
Chissà perché poi noi umani siamo fatti così...

Va che la vita è strana... (Da quanto tempo non lo dicevo! xD)




[La Mia Piccola Verità]
martedì 29 settembre 2009 16.18

E d'un tratto comprendi che cos'è il mondo, di cosa è fatto in realtà.
E' fatto di pensieri, di persone, di situazioni, di momenti.
E ognuno di questi diversi aspetti è visto da ogni singolo individuo in modo diverso, a causa della sua esperienza personale. Quindi, anche quando una faccenda è chiara come il sole ci sarà sempre quello che non riuscirà a vederla, quello che la vedrà come tanti altri, quello che la penserà nella maniera completamente opposta e quello che invece scruta il cielo e il perché lo sa solo lui.
Ed ognuno di loro avrà ragione.
Perché è così che è fatto il mondo... Di piccole verità che sono tutte in contraddizione l'una con l'altra. E solo in pochi riescono a cambiare punto di vista, a immedesimarsi negli altri. E sono quelli che stanno peggio e vanno in tilt , perché si accorgono che tutti hanno ragione. Il problema è cercare di dirlo agli altri in modo che non si offendano o che non li prendano per pazzi.

sabato 5 maggio 2012

[Il Mio Agosto 2009]

[Il Mio C..uore]
sabato 1 agosto 2009 12.19

E così non posso fare a meno di chiedermi: perché, qualsiasi cosa tu faccia, anche se è la cosa giusta da fare, qualcuno ci sta male? Perché ci dev'essere sempre un simile equilibrio nelle cose? E perché tutto non può essere più semplice e meno doloroso?
Le solite domande retoriche inutili che ti poni quando vorresti tornare indietro nel tempo e cambiare le cose... Perché anche se ascolti le persone, a volte sono loro le prime che si autolesionano dicendoti certe cose. Ti attirano a loro vantandosi del loro scudo "anti-emotivo" e anche quando capiscono che si sta incrinando continuano a fingere che sia tutto a posto, per stare il più possibile fermi in quel piccolo frattempo di felicità e semplicità, dove tutto sembra andare dalla parte giusta, dove il sole c'è anche la notte. Ma nel profondo sanno che lo scudo si romperà, anzi, che forse è già bello che rotto.
E sanno già anche come andrà a finire.
Lo sanno. Lo sapevano. Ma hanno continuato, ignorando i tuoi segnali.
Perché a volte vogliamo talmente una cosa che siamo disposti a fare di tutto per averla, pur di non perderla. Siamo disposti anche a soffrire in modo atroce per non perderla, ma quando alla fine capita, la tristezza e la paura diventano odio, un odio che da qualche parte deve sfociare e quindi sentono solo quello che vogliono, vedono solo quello che vogliono, in modo da poterti odiare.
E' come un meccanismo di autodifesa che non possiamo controllare, lui parte e agisce, ti sembra di essere lucido, ma dici delle cose che non vorresti solo perché ti senti in un determinato modo.
E la parte peggiore è quando ti passa questo strano odio...
Perché ti senti in colpa per le cose che hai detto o fatto e vorresti tornare anche tu indietro. E ti poni ancora delle altre domande retoriche inutili e così il ciclo continua. Da un altra parte, con un'altra persona, con domande differenti, ma continua, imperterrito.

giovedì 3 maggio 2012

[Il Mio Luglio 2009]

[Le Mie Stille]
sabato 4 luglio 2009 18.13

Un fiume.
Un fiume salato.
Salato e caldo.
Non sento più gli odori.

Un lago.
Un lago salato.
Salato e amaro.
Non vedo più niente.

Un vuoto.
Un vuoto profondo.
Profondo e nero.
Non sento più lo scorrere del tempo.
Mi serve Tempo.

Tears stream
down your face
when you lose something you cannot replace.




[Il Mio Punto Limite]
lunedì 13 luglio 2009 15.21

E ti chiedi ancora se stai facendo la cosa giusta...
Ma alla fine, come fai a saperlo? Cos'è giusto e cos'è sbagliato? In fondo non è tutto relativo?
E quindi rimani lì, inerme cercando di agire secondo la logica, ma non troppo.
Anche il cuore vuole la sua parte, ma il tuo problema è che al di là di un certo livello non riesci a capire se stai ascoltando il cuore o il cervello. E' il tuo punto limite, al di là del quale non sai più cosa è giusto e cosa è sbagliato, al di là del quale non sai più scegliere, al di là del quale sei perso, in balia degli eventi.



[La Mia Maschera D'Oro]
mercoledì 22 luglio 2009 1.04

E un giorno ti chiedi: perché mai portiamo tutte queste maschere?
Perché ingannare gli altri?
Perché abbiamo paura di soffrire?
Perché abbiamo paura di mostrarci come siamo realmente?
Conta davvero così tanto l'opinione che gli altri hanno di noi?
E perché, a volte, le persone con cui vorresti toglierti la maschera sono quelle con le quali te la tieni più stretta sul viso?
A quanto pare ci sono necessarie, tutte queste maschere. Ognuno di noi ne ha parecchie da sorreggere: con persone diverse, maschere diverse.
E così nasce una fiaba con ciascuna persona che conosciamo, una storia diversa da raccontare a persone diverse. Magari sempre la stessa, ma con differenti sfaccettature. C'è anche chi è bravo a capire subito gli altri, in modo da sapere cosa vuole sentire per poi metterlo in mezzo alla storia, per coinvolgerlo meglio.
A volte però, certe storie non le raccontiamo a tutti, ce le teniamo per noi o al massimo per le persone a noi più vicine, quelle che sappiamo non ci giudicherebbero mai. O meglio, che lo farebbero, ce lo direbbero, ma ci lascerebbero fare quello che vogliamo, senza intralciarci. Persone alle quali comunque, a loro insaputa (ma forse neanche tanto), riserviamo una bella maschera.
Ma non tutte le maschere nascondono una storia o sono nate perché abbiamo paura del giudizio altrui. Alcune nascono solo perché ne sentiamo il bisogno. Il bisogno di stare con noi stessi.
E nessun altro.
Una maschera che ci nasconda da tutto e tutti, da poter indossare in un qualsiasi momento, che ci permette di trovare un posticino solo e silenzioso all'interno del nostro più profondo animo dove possiamo pensare in pace. Una maschera che più si porta, più è difficile lasciare. Una maschera che è una salvezza, ma anche una condanna.
Altre volte, alcune maschere ti servono per non vedere. Non vuoi vedere quello che fai, perché sai che stai sbagliando, quindi cosa fai? Indossi una bella maschera. Magari tutta nuova e d'oro. E cosa succede? Le persone l'ammirano e cadono dritte nell'ipnosi che provoca. Ma devi stare attento, tu non sei immune a quell'ipnosi. Puoi caderci anche tu, lo sai. Lo sai benissimo, eppure a volte la indossi lo stesso... Perché?
Perché non puoi indossare più di una maschera.
Non contemporaneamente almeno. Perché sai benissimo che rischi di rovinarne una. E' inevitabile.
E quindi ti ritrovi ad indossare questa pericolosa maschera dall'effetto ipnotico e scombussolante, talmente scombussolante che ti fa credere di essertela tolta. Ti fa vedere quello che non c'è, ti fa credere in quello in cui non devi, ti allontana dalla realtà dei fatti o te ne infila in mezzo di assolutamente inventati. E tu sei in balia di questa maschera, senza sapere più chi sei, cosa stai facendo e quello che vuoi. E speri solo di non averla portata abbastanza a lungo da permetterle di incollarsi sulla tua faccia, perché ne hai paura. Hai paura che prenda il sopravvento, che ti faccia fare cose che desideri nell'angolino più profondo e buio dell'animo, ma che non faresti mai (perché hai paura). E hai paura di finire con il guardarti vivere. E con te, le persone che ti stanno accanto, alle quali appari così felice da far invidia. Persone ignare della tua prigionia all'interno del tuo stesso corpo e della tua stessa mente.

Ma con tutte queste maschere davanti alla tua vera faccia ti viene da chiederti: "Ma qual'è la mia vera faccia?"
Secondo te, è possibile che una maschera sia la tua vera faccia? Magari una finta maschera. Un maschera che tutti conoscono, che tutti pensano sia solo una maschera, ed invece è molto più di quel che appare.
Ma non è una maschera, è la tua vera faccia. Ma qual'è delle tante?

Magari qualcuno, quelli che si riescono ad avvicinare di più a te o quelli che fai avvicinare di proposito se ne possono accorgere, ma tutti gli altri no.
E tu? Ti lasci avvicinare a te stesso?




[La Mia Porta]
giovedì 30 luglio 2009 2.33

E ad un certo punto della tua vita senti una canzone che non sentivi da un po' di tempo e che non ricordavi così bella. E a quel punto ti ritrovi a capire una cosa che era sempre stata davanti al tuo naso, ma che non avevi mai preso seriamente in considerazione. (Chissà perché poi...)
E ti accorgi che nella vita ci sono un sacco di porte. Sì, porte. Dalle quali la gente entra o esce, che sia per pochi secondi che per mesi o anni. Alcuni li inviti tu ad entrare, altri entrano per sbaglio ma rimangono perché affascinati da te; altri ancora tentano inutilmente di entrare, ma tu hai chiuso la porta così bene che anche le loro più forti spallate non riescono a farla muovere di un solo millimetro; altri ancora trovano un'altra entrata e ti colgono alle spalle.
Alcuni li inviti tu ad uscire... In modo sottile, garbato, senza fargliela pesare troppo; altri li cacci fuori a pedate, perché credevi davvero che fossero quel qualcun altro che fingevano di essere; altri sei costretto a farli uscire per il loro bene, anche se loro non lo capiranno mai e altri ancora escono per loro volontà, perché magari tu hai commesso un errore. Un errore al quale non sai come riparare, un errore fatale. Un errore fatalmente stupido. Di certo non volevi commettere quell'errore, probabilmente lo sa anche lei. Ma quella persona a volte non riesce a sopportarlo. Anche se è un errore stupido, è pur sempre un errore che dà molto fastidio. Dà fastidio a te, figuriamoci a lei.
Ma non puoi farci niente. Speri solo che non se ne vada, che decida di rimanere lì, con te, di non oltrepassare quella porta, perché sai che la tua vita non sarà più la stessa, come probabilmente non lo sarà più nemmeno la sua. Certo, ne inizierà una nuova, magari migliore, chissà... Ma senza di lei. E la cosa ti spaventa, com'è ovvio che sia. Ma sai che continuerai a guardare quella porta, sperando che lei entrerà di nuovo, sperando che busserà timidamente facendo capolino con la testa. Anche se tutto sarà cambiato e sapendo che non potrà mai tornare come prima, sai già che l'accetterai ben volentieri.
E come non molto spesso accade, speri solo che tutto quello che ti sei immaginato non si avveri mai.

lunedì 19 marzo 2012

[Il Mio Giugno 2009]

[Il Mio Dolce Grigio Lunedì]
lunedì 15 giugno 2009 22.19

Ci sono delle volte che non sai nemmeno com'è partito tutto...
Non lo ricordi, non lo sai. Non sai perché.
Ti ritrovi in una situazione che non ti piace, che ti da brutte sensazioni e non sai nemmeno come ci sei finito.
"Cos'è successo?" ti chiedi.
Ma la risposta non viene fuori.
Non può.
Per due semplici motivi: non lo sai, e, anche se lo sapessi, non riesci comunque a pensare a com'è iniziato il tutto perché ti ostini a pensare a cosa sta succedendo.
E la confusione sale.
E assieme alla confusione l'apatia...
E la cosa buffa di tutta la faccenda è che ti rendi pienamente conto che tutto questo è partito da uno scherzo, da un gioco... Da una situazione di finta tensione che è andata man mano diventando reale.
E ti rendi conto che non puoi fare più niente, perché quando hai fatto la tua mossa è l'altro che ha la palla (e un'altra cosa buffa è che in qualsiasi sport "l'altro" è il tuo avversario, ma in amore quell'"altro" è il tuo compagno...).
Ma poi, perché basta una cosa negativa a spazzare via tutte le cose positive?

E ora chi riesce più a studiare?

[...]

E bastano poche parole per farti capire che in realtà non avevi capito niente... Ma neanche lontanamente.
Avevi già provato questa paura una volta, ma quando tutto era tornato a posto te l'eri lasciata alle spalle... Non ci avevi più pensato.
Non immaginavi che si era solo presa una pausa per caricarsi e tornare più forte di prima, accompagnata dai fatti.
Ma in questo modo capisci che era qualcosa di più profondo, la crepa che pensavi ci fosse si stava lentamente trasformando in un profondo crepaccio, reso tale dalle continue scosse dei dubbi dell'inconscio.
E così non ti rimane altro che continuare la tua vita come prima, sapendo che è cambiata solo una cosa e che non è irrecuperabile.
E, strano ma vero, la palla ce l'ha ancora l'altro, anche se ha fatto la sua mossa. E quindi, ancora una volta non farai altro che aspettare. Come hai fatto per quasi tutta la tua vita finora.


[La Mia Ripetizione]
venerdì 19 giugno 2009 2.07

I'm just the pieces of the man I used to be,
too many bitter tears are raining down on me...
I'm far away from home
and I've been facing this alone
for much too long.
Oh, I feel like no-one ever told the truth to me
about growing up and what a struggle it would be...
In my tangled state of mind
I've been looking back to find
where I went wrong...

Too much love will kill you
if you can't make up your mind,
torn between the lover
and the love you leave behind.
You're headed for disaster
'cos you never read the signs...
Too much love will kill you every time.

I'm just the shadow of the man I used to be
and it seems like there's no way out of this for me...
I used to bring you sunshine,
now all I ever do is bring you down.
Ooh, how would it be if you were standing in my shoes?
Can't you see that it's impossible to choose...
No there's no making sense of it,
every way I go I'm bound to lose...
Oh yes...

Too much love will kill you
just as sure as none at all
It'll drain the power that's in you
make you plead and scream and crawl...
And the pain will make you crazy
you're the victim of your crime...
Too much love will kill you every time.

Yes, too much love will kill you,
it'll make your life a lie...
Yes, too much love will kill you
and you won't understand why.
You'd give your life,
you'd sell your soul,
but here it comes again:
too much love will kill you
in the end...
In the end...
[Queen - Too Much Love Will Kill You]

Non è per ripetermi, ma... E chi studia più?
Grazie ai Queen per aver fatto questa stupenda canzone (assieme a tantissime altre comunque)...
Esiste qualcosa capace di uccidere più di una canzone, quando ti senti solo?



[Il Mio Silvestrino]
mercoledì 24 giugno 2009 2.20

E poi, ad un certo punto, in un momento vuoto a caso della tua giornata, ti accorgi che qualcosa è cambiato. Poi ti guardi intorno, rifletti un attimo e ti sembra che tutto sia uguale.
Allora, cos'era quella sensazione di prima?
E lì ti arriva la risposta: sei tu. Sei tu che sei cambiato.
Non sai com'è successo, non sai cosa ti ha fatto cambiare, sai solo che sei cambiato, rapidamente... Con quella rapidità che non credevi potessero avvenire i cambiamenti.
E in un certo qual modo ti senti abbattuto, forse un po' deluso, ma anche un po' sollevato, perché hai scoperto una cosa nuova. Un po' come quando sei convinto di avere un'immagine di gatto Silvestro da piccolo e ti dicono che in realtà è semplicemente il figlio, Silvestrino.



[La Mia Musa Delle Assonanze]
domenica 28 giugno 2009 19.09

E ancora una volta ti chiedi perché.
Perché va sempre tutto quanto male appena le cose sembravano andare bene?
Perché?
Perché tutto è sempre così complicato?
Perché basta un niente per abbatterci?
E' forse perché un niente ci tira su?
Perché un oggetto o una canzone ci può riportare indietro a tutti quei bei momenti che adesso sembrano finiti nel cesso? (scusate l'assonanza)
E perché quando hai finalmente preso una decisione tutto cambia repentinamente sembrando mettersi contro di te e le tue decisioni?

Perché a volte non c'è una risposta. O c'è e non la vuoi vedere.
Perché a volte hai talmente tante cose da dire che non sai da che parte cominciare e allora ti incasini e te ne dimentichi momentaneamente la metà.
Ma forse la risposta è più semplice di quel che si crede. Forse esiste una sorta di destino, una catena di eventi che non puoi cambiare, non importa che cosa tu faccia. Un fato che porta avanti la tua vita ponendoti di fronte a delle prove... Prove che, in base a come reagirai, potranno farti soffrire o godere. Un destino che ride di te, che si diverte a vederti cadere solo per scommettere che non ti rialzerai.
Ma dentro di te lo sai.
Sai già che riuscirai a tornare in alto, sai già che sorgerai sopra tutto questo.
Però... Perché c'è sempre un però (come c'è sempre un perché), la risposta potrebbe non essere questa.
Potrebbe davvero essere tutto lasciato in balia di se stesso. E così, quando succedono delle brutte cose non puoi fare altro che esclamare "Che sfiga!"... Ma così non rientriamo forse nel fato?

E così ritorni ai perché.
Al perché ti fai certe domande, essendo più che sicuro che nessuno possa mai risponderti, al perché continui a pensare a ciò che non dovresti, al perché le cose che stai scrivendo sembrano di colpo così stupide e inutili.

E così ogni giorno è una lotta.
Una costante lotta con te stesso, con la casualità, con la razionalità, con la pleonasticità offuscata dai sentimenti e dalle sensazioni.
Una lotta nel buio.
E speri ogni giorno di svegliarti da questo orribilmente stupendo incubo che è la vita, sperando di trovare un qualcosa di migliore, qualcosa che non riesci nemmeno tu a immaginare cosa sia, ma che sei sicuro che prima o poi raggiungerai.

In ogni caso, il periodo di quasi felicità che ti pareva di aver raggiunto è andato in frantumi come un leggiadro cristallo che cade dall'infinito su un freddo pezzo di marmo.

Perché quando il dolore sembra passare in realtà si sta solo preparando per tornare più forte di prima? Nel dolore non doveva esserci la guarigione?

sabato 4 febbraio 2012

[Il Mio Maggio 2009]

[La Mia Monetina Rossa]
venerdì 8 maggio 2009 20.55

Stavo pensando alla monetina rossa che ho perso ieri in classe e che poi non ho ripreso, e stavo pensando che non so bene perché l'avessi sempre tenuta con me da quando Marco me l'aveva data... Forse perché mi ricorda lui, forse perché è un oggetto piccolo, che non si rompe o rovina, che posso portare con me ovunque...
[...]
E così, senza accorgermene, come quella monetina, i miei ricordi sono rotolati via, in una stanza piena solamente di vuoto e polvere.
Ma in quella stanza c'è ancora... Invisibile.

Invisibile per tutti tranne che per me, dove quel rosso è la luce della lanterna che attira la falena a sè.

venerdì 3 febbraio 2012

[Il Mio Aprile 2009]

[Il Mio Pesce Rosso]
giovedì 9 aprile 2009 2.54

A volte c'è qualcosa che non va.
Lo senti forte e chiaro dentro di te, ma di solito cerchi di non farci caso, cerchi di tenere duro. Ma tutto ha un limite e quindi, prima o poi, tutti si sentono esplodere, si sentono avvicinarsi a questo limite. E magari questo avviene per un fattore aggiuntivo, come può essere lo stress.
E così ti ritrovi solo, in una città che odi, con amici di cui non ti fidi e che non pensi possano mai aprirsi con te, lontano dai tuoi veri amici e dai tuoi genitori, lontano da tutte le persone che veramente ami, intrappolato in una vita che non sembra la tua, dove le poche cose che ti vanno a genio e che conti sulle dita di una mano non riescono a cancellare quelle cattive.
E così non cresci, vai in crisi e continui a girare in tondo, nel solito giro, nel solito circolo, come un pesce rosso chiuso nella sua boccia che, non essendo nel suo ambiente (un ambiente aperto), rimane piccolo piccolo, insicuro e indifeso.

martedì 31 gennaio 2012

[Il Mio Marzo 2009]

[Il Mio Cielo Bianco]
giovedì 5 marzo 2009 19.32

E' strano come a volte ti ripeti una cosa... Te la continui a ripetere e più la ripeti più ci credi, più la ripeti e più pensi che si avvererà, pensi "Non succederà mai più quella cosa" o "Non devo più essere così" e anche se sai benissimo che è praticamente impossibile mantenere fede a quelle 'autopromesse' per un po' ci credi davvero.
Non volevi più essere triste. E in effetti, per certi versi non lo sei più, ma per altri... Eggià... Lo sei ancora. E il bello è che non riesci a capire il perché. Ti chiedi cosa ci sia di diverso dal solito, ti chiedi cos'è cambiato da quando eri felice, ti chiedi come mai. E la risposta è semplice. Non c'è. Non c'è risposta perché non la sai. Ci sono cose che vanno oltre le nostre conoscenze, ci sono cose che vanno oltre la nostra immaginazione.
E per me oggi è così. Questo cielo bianco sembra dirmi: "Oggi è proprio una pessima giornata inutile... Ma non ti preoccupare! Per gli altri no... Per gli altri è un giorno come un altro: per alcuni non è niente di speciale, per altri può essere il più bel giorno della loro vita e per altri ancora (e con questi ultimi intendo 'solo te') è il giorno più stupido, vuoto e inutile che hanno mai avuto!^^ Un giorno bianco."

Un giorno nudo, spoglio, solo. Un giorno dove tutto non ha senso, dove tutto sembra inutile, dove tutto è privo di significato, un giorno nel quale non riesci a fare niente di quello che vorresti, un giorno dove anche le cose che di solito ti danno piacere non ti soddisfano, un giorno dove una canzone può ucciderti.

sabato 7 gennaio 2012

[Il Mio Febbraio 2009]

[Il Mio Significato]
lunedì 9 febbraio 2009 21.20

E' da un bel po' che non scrivo qui...
E di cose da scrivere ce ne sarebbero parecchie, ma sarebbe una cosa troppo lunga e complicata, una faticaccia assurda; una fatica che non ho tempo e voglia di fare. Perché è di questo che si tratta: tempo e voglia.
A ben pensarci si è sempre trattato di questo. Ci sono i periodi. Tutti noi li abbiamo, ci sono dei periodi dove ti va di fare alcune cose e periodi in cui ti va di farne altre, periodi in cui ti va di vederti con alcune persone e periodi in cui con quelle stesse persone non ci puoi nemmeno parlare. Alla fine è questo: una mutevolezza di sentimenti e di sensazioni che ci trasportano incondizionatamente verso diverse strade. Sentimenti e sensazioni che si legano alla nostra esperienza; esperienza legata ai sentimenti e alle sensazioni che abbiamo vissuto in passato. Insomma, è un legame a doppio senso, simbiotico. Una cosa dipende dall'altra e, se non c'è una, l'altra non ha senso di esistere e muore.
Penso sia per questo che la vita è così dannatamente semplice da risultare complicata.
Ci inganna tutti. Ci stupiremmo di quanto è in realtà semplice vivere.
Ma cos'è la vita? Perché siamo qui? Perché viviamo? A cosa ci serve fare tutte le cose che facciamo?
Noi cerchiamo di dare un senso a tutte le nostre azioni, a tutti i nostri pensieri, a tutti i nostri sentimenti. Un senso che molto spesso non riusciamo a spiegarci. Qualcuno crede che tutto questo deve per forza servire a qualcosa, che un essere superiore ci ha creati tutti per un motivo, per uno scopo, perché c'è un disegno più grande, un disegno del quale facciamo tutti parte. E noi siamo come un segno di matita su questo gigantesco foglio che altro non è che il mondo. Siamo tutti uguali; ogni segno è uguale all'altro. La sua importanza è dovuta semplicemente al caso, a dove verrà creato sul foglio, se farà parte del personaggio o dello sfondo. Può essere che faccia parte del personaggio, come può essere che faccia parte della chioma di un albero sullo sfondo. Sembrano due segni uguali (lo sono in effetti) ma quasi nessuno nota come è stato fatto quell'albero, perché quasi tutti notano com'è dettagliato il personaggio. E così, in base a dove nasciamo cambia tutta la nostra visione del mondo, della nostra vita, cambiano le persone che conosceremo e con loro le nostre esperienze. E con le nostre esperienze la nostra mentalità. Vi siete mai chiesti come sarebbe la vostra vita oggi se non aveste fatto determinate scelte? Non possiamo sapere se saremmo più felici o più tristi, possiamo sapere solo che con ogni probabilità saremmo molto differenti da come ci conosciamo ora. Io, ad esempio, se fossi andato all'artistico fin dall'inizio (come mi avevano consigliato e come avrei dovuto fare), non avrei conosciuto un sacco di persone, non avrei vissuto un sacco di esperienze, non avrei scoperto la filosofia, non avrei la cultura che ho ora, non avrei conosciuto Leonardo, non avrei conosciuto il Guglie. Certo, avrei conosciuto persone diverse, avrei fatto esperienze diverse, magari la mia vita sarebbe migliore, magari non sarei così pessimista, triste e malinconico, magari non avrei gli stessi gusti che ho ora...
Chissà...
L'unica cosa di cui sono certo è che sono felice di aver fatto la vita che ho fatto finora, perché non ho rimpianti. Certo, qualche ripensamento ce l'ho avuto, ma col senno di poi direi che tutte le cose brutte che mi sono accadute sono servite a farmi crescere, la vita continua a insegnarmi cose ogni giorno. Che si tratti di cose serie o di stronzate colossali, non importa. L'importante è andare avanti, per la propria strada.
Forse davvero tutto ha un senso. E se non ce l'ha, non resta che inventarselo.

"Það Besta Sem Guð Hefur Skapað Er Nýr Dagur (The best thing God has created is a new day)."
Sigur Rós - Viðrar Vel Til Loftárása

mercoledì 4 gennaio 2012

[Il Mio Gennaio 2009]

[La Mia Dea Bendata]
mercoledì 7 gennaio 2009 22.01

E pensi che hai ancora la fortuna di litigare con i tuoi genitori, di insultare gli amici, di cadere nel più profondo baratro e di cercare di riarrampicarti.
E non ti accorgi di quanto sei fortunato e ti dai ancora una volta dello stupido. La verità è che la vita fa paura, e lo sai. Ma a volte, quando tutto sembra andarti finalmente bene, non riesci ad andare avanti. E tu lo sai il perché.
Perché quando tutto sembra andare per il meglio sai che può solo peggiorare.
Qualcuno una volta disse "E' la calma prima della tempesta". Mai frase fu più azzeccata di questa (e questo lo sapeva anche Murphy).
Si, forse sto esagerando un po', il mondo non è tutto bianco o nero, può sempre andare peggio e può sempre andare meglio, tra sfumature infinite di grigi. Ma come mi diceva una mia amica, siamo noi a interpretare ciò che succede e, magari, qualcosa che per me è buono, per qualcun altro è la cosa peggiore che potesse capitare.
E noi, stupidi ometti in questo puntucolo dell'universo ci crediamo suoi padroni, quando non sappiamo nemmeno cosa sia, l'universo.
Siamo patetici, diciamocelo.





[La Mia Doccia]
lunedì 19 gennaio 2009 0.45

Tutti i ricordi legati ad un determinato periodo riaffiorano, poco alla volta. Quel periodo in cui pensi di sapere come va il mondo, quel periodo in cui, invece, non sai nemmeno cos'è, il mondo.
E ascolto.
Ascolto l'acqua. L'acqua che cade su di me, le gocce che scendono dalle pareti e dal vetro, il vapore che si innalza leggero e invisibile.
Ascolto le voci della casa. Tutti quei suoni che sentirei meglio se non fossi sotto l'acqua: la tv, mio fratello che si prepara ad uscire, mia mamma che mette a posto la cucina.
E ad un tratto mi manca quell'ignoranza di quando mi facevo la doccia in questo bagno, quando non c'era ancora quello "migliore".
Ad un tratto mi manca questa doccia. E' scomoda, è piccola, è claustrofobica, è buia. Ma forse non è questo che mi disturba.
E in ogni caso, come l'acqua che cade non rimane nello stesso punto nemmeno per un secondo, così i miei pensieri. E vagano. Nella mia mente. Infinita ma limitata.
E il mio limite infinito è la memoria.
Ricordi che ci sono ma non riesco a raggiungere, ricordi che si sbloccano casualmente, come un lancio di dadi. Ricordi di pochi minuti prima, che ormai sono già irraggiungibili.
Parole sconnesse, ma legate da un sottile filo.

Speriamo aggiustino presto la mia doccia.

domenica 1 gennaio 2012

[Il Mio Dicembre 2008]

[I Miei Minuscoli Vascelli]
martedì 2 dicembre 2008 19.43                                  


Vorrei che fosse così semplice.
Perché, per quanto uno si impegni facendo del suo meglio, le cose vanno ancora storte?

Perché?
Se uno fa del suo meglio dovrebbe avere almeno la certezza che niente andrà storto, che non si sarà sforzato invano. E invece no, di nuovo la vita ti prende a calci.
Beh, se questa è Giustizia, per me allora è come il cubismo (e con questo intendo che non la capisco, non che è una forma d'arte).