[Il Mio Cielo Bianco]
giovedì 5 marzo 2009 19.32
E' strano come a volte ti ripeti una cosa... Te la continui a ripetere e più la ripeti più ci credi, più la ripeti e più pensi che si avvererà, pensi "Non succederà mai più quella cosa" o "Non devo più essere così" e anche se sai benissimo che è praticamente impossibile mantenere fede a quelle 'autopromesse' per un po' ci credi davvero.
Non volevi più essere triste. E in effetti, per certi versi non lo sei più, ma per altri... Eggià... Lo sei ancora. E il bello è che non riesci a capire il perché. Ti chiedi cosa ci sia di diverso dal solito, ti chiedi cos'è cambiato da quando eri felice, ti chiedi come mai. E la risposta è semplice. Non c'è. Non c'è risposta perché non la sai. Ci sono cose che vanno oltre le nostre conoscenze, ci sono cose che vanno oltre la nostra immaginazione.
E per me oggi è così. Questo cielo bianco sembra dirmi: "Oggi è proprio una pessima giornata inutile... Ma non ti preoccupare! Per gli altri no... Per gli altri è un giorno come un altro: per alcuni non è niente di speciale, per altri può essere il più bel giorno della loro vita e per altri ancora (e con questi ultimi intendo 'solo te') è il giorno più stupido, vuoto e inutile che hanno mai avuto!^^ Un giorno bianco."
Un giorno nudo, spoglio, solo. Un giorno dove tutto non ha senso, dove tutto sembra inutile, dove tutto è privo di significato, un giorno nel quale non riesci a fare niente di quello che vorresti, un giorno dove anche le cose che di solito ti danno piacere non ti soddisfano, un giorno dove una canzone può ucciderti.
martedì 31 gennaio 2012
sabato 7 gennaio 2012
[Il Mio Febbraio 2009]
[Il Mio Significato]
lunedì 9 febbraio 2009 21.20
E' da un bel po' che non scrivo qui...
E di cose da scrivere ce ne sarebbero parecchie, ma sarebbe una cosa troppo lunga e complicata, una faticaccia assurda; una fatica che non ho tempo e voglia di fare. Perché è di questo che si tratta: tempo e voglia.
A ben pensarci si è sempre trattato di questo. Ci sono i periodi. Tutti noi li abbiamo, ci sono dei periodi dove ti va di fare alcune cose e periodi in cui ti va di farne altre, periodi in cui ti va di vederti con alcune persone e periodi in cui con quelle stesse persone non ci puoi nemmeno parlare. Alla fine è questo: una mutevolezza di sentimenti e di sensazioni che ci trasportano incondizionatamente verso diverse strade. Sentimenti e sensazioni che si legano alla nostra esperienza; esperienza legata ai sentimenti e alle sensazioni che abbiamo vissuto in passato. Insomma, è un legame a doppio senso, simbiotico. Una cosa dipende dall'altra e, se non c'è una, l'altra non ha senso di esistere e muore.
Penso sia per questo che la vita è così dannatamente semplice da risultare complicata.
Ci inganna tutti. Ci stupiremmo di quanto è in realtà semplice vivere.
Ma cos'è la vita? Perché siamo qui? Perché viviamo? A cosa ci serve fare tutte le cose che facciamo?
Noi cerchiamo di dare un senso a tutte le nostre azioni, a tutti i nostri pensieri, a tutti i nostri sentimenti. Un senso che molto spesso non riusciamo a spiegarci. Qualcuno crede che tutto questo deve per forza servire a qualcosa, che un essere superiore ci ha creati tutti per un motivo, per uno scopo, perché c'è un disegno più grande, un disegno del quale facciamo tutti parte. E noi siamo come un segno di matita su questo gigantesco foglio che altro non è che il mondo. Siamo tutti uguali; ogni segno è uguale all'altro. La sua importanza è dovuta semplicemente al caso, a dove verrà creato sul foglio, se farà parte del personaggio o dello sfondo. Può essere che faccia parte del personaggio, come può essere che faccia parte della chioma di un albero sullo sfondo. Sembrano due segni uguali (lo sono in effetti) ma quasi nessuno nota come è stato fatto quell'albero, perché quasi tutti notano com'è dettagliato il personaggio. E così, in base a dove nasciamo cambia tutta la nostra visione del mondo, della nostra vita, cambiano le persone che conosceremo e con loro le nostre esperienze. E con le nostre esperienze la nostra mentalità. Vi siete mai chiesti come sarebbe la vostra vita oggi se non aveste fatto determinate scelte? Non possiamo sapere se saremmo più felici o più tristi, possiamo sapere solo che con ogni probabilità saremmo molto differenti da come ci conosciamo ora. Io, ad esempio, se fossi andato all'artistico fin dall'inizio (come mi avevano consigliato e come avrei dovuto fare), non avrei conosciuto un sacco di persone, non avrei vissuto un sacco di esperienze, non avrei scoperto la filosofia, non avrei la cultura che ho ora, non avrei conosciuto Leonardo, non avrei conosciuto il Guglie. Certo, avrei conosciuto persone diverse, avrei fatto esperienze diverse, magari la mia vita sarebbe migliore, magari non sarei così pessimista, triste e malinconico, magari non avrei gli stessi gusti che ho ora...
Chissà...
L'unica cosa di cui sono certo è che sono felice di aver fatto la vita che ho fatto finora, perché non ho rimpianti. Certo, qualche ripensamento ce l'ho avuto, ma col senno di poi direi che tutte le cose brutte che mi sono accadute sono servite a farmi crescere, la vita continua a insegnarmi cose ogni giorno. Che si tratti di cose serie o di stronzate colossali, non importa. L'importante è andare avanti, per la propria strada.
Forse davvero tutto ha un senso. E se non ce l'ha, non resta che inventarselo.
"Það Besta Sem Guð Hefur Skapað Er Nýr Dagur (The best thing God has created is a new day)."
Sigur Rós - Viðrar Vel Til Loftárása
lunedì 9 febbraio 2009 21.20
E' da un bel po' che non scrivo qui...
E di cose da scrivere ce ne sarebbero parecchie, ma sarebbe una cosa troppo lunga e complicata, una faticaccia assurda; una fatica che non ho tempo e voglia di fare. Perché è di questo che si tratta: tempo e voglia.
A ben pensarci si è sempre trattato di questo. Ci sono i periodi. Tutti noi li abbiamo, ci sono dei periodi dove ti va di fare alcune cose e periodi in cui ti va di farne altre, periodi in cui ti va di vederti con alcune persone e periodi in cui con quelle stesse persone non ci puoi nemmeno parlare. Alla fine è questo: una mutevolezza di sentimenti e di sensazioni che ci trasportano incondizionatamente verso diverse strade. Sentimenti e sensazioni che si legano alla nostra esperienza; esperienza legata ai sentimenti e alle sensazioni che abbiamo vissuto in passato. Insomma, è un legame a doppio senso, simbiotico. Una cosa dipende dall'altra e, se non c'è una, l'altra non ha senso di esistere e muore.
Penso sia per questo che la vita è così dannatamente semplice da risultare complicata.
Ci inganna tutti. Ci stupiremmo di quanto è in realtà semplice vivere.
Ma cos'è la vita? Perché siamo qui? Perché viviamo? A cosa ci serve fare tutte le cose che facciamo?
Noi cerchiamo di dare un senso a tutte le nostre azioni, a tutti i nostri pensieri, a tutti i nostri sentimenti. Un senso che molto spesso non riusciamo a spiegarci. Qualcuno crede che tutto questo deve per forza servire a qualcosa, che un essere superiore ci ha creati tutti per un motivo, per uno scopo, perché c'è un disegno più grande, un disegno del quale facciamo tutti parte. E noi siamo come un segno di matita su questo gigantesco foglio che altro non è che il mondo. Siamo tutti uguali; ogni segno è uguale all'altro. La sua importanza è dovuta semplicemente al caso, a dove verrà creato sul foglio, se farà parte del personaggio o dello sfondo. Può essere che faccia parte del personaggio, come può essere che faccia parte della chioma di un albero sullo sfondo. Sembrano due segni uguali (lo sono in effetti) ma quasi nessuno nota come è stato fatto quell'albero, perché quasi tutti notano com'è dettagliato il personaggio. E così, in base a dove nasciamo cambia tutta la nostra visione del mondo, della nostra vita, cambiano le persone che conosceremo e con loro le nostre esperienze. E con le nostre esperienze la nostra mentalità. Vi siete mai chiesti come sarebbe la vostra vita oggi se non aveste fatto determinate scelte? Non possiamo sapere se saremmo più felici o più tristi, possiamo sapere solo che con ogni probabilità saremmo molto differenti da come ci conosciamo ora. Io, ad esempio, se fossi andato all'artistico fin dall'inizio (come mi avevano consigliato e come avrei dovuto fare), non avrei conosciuto un sacco di persone, non avrei vissuto un sacco di esperienze, non avrei scoperto la filosofia, non avrei la cultura che ho ora, non avrei conosciuto Leonardo, non avrei conosciuto il Guglie. Certo, avrei conosciuto persone diverse, avrei fatto esperienze diverse, magari la mia vita sarebbe migliore, magari non sarei così pessimista, triste e malinconico, magari non avrei gli stessi gusti che ho ora...
Chissà...
L'unica cosa di cui sono certo è che sono felice di aver fatto la vita che ho fatto finora, perché non ho rimpianti. Certo, qualche ripensamento ce l'ho avuto, ma col senno di poi direi che tutte le cose brutte che mi sono accadute sono servite a farmi crescere, la vita continua a insegnarmi cose ogni giorno. Che si tratti di cose serie o di stronzate colossali, non importa. L'importante è andare avanti, per la propria strada.
Forse davvero tutto ha un senso. E se non ce l'ha, non resta che inventarselo.
"Það Besta Sem Guð Hefur Skapað Er Nýr Dagur (The best thing God has created is a new day)."
Sigur Rós - Viðrar Vel Til Loftárása
mercoledì 4 gennaio 2012
[Il Mio Gennaio 2009]
[La Mia Dea Bendata]
mercoledì 7 gennaio 2009 22.01
E pensi che hai ancora la fortuna di litigare con i tuoi genitori, di insultare gli amici, di cadere nel più profondo baratro e di cercare di riarrampicarti.
E non ti accorgi di quanto sei fortunato e ti dai ancora una volta dello stupido. La verità è che la vita fa paura, e lo sai. Ma a volte, quando tutto sembra andarti finalmente bene, non riesci ad andare avanti. E tu lo sai il perché.
Perché quando tutto sembra andare per il meglio sai che può solo peggiorare.
Qualcuno una volta disse "E' la calma prima della tempesta". Mai frase fu più azzeccata di questa (e questo lo sapeva anche Murphy).
Si, forse sto esagerando un po', il mondo non è tutto bianco o nero, può sempre andare peggio e può sempre andare meglio, tra sfumature infinite di grigi. Ma come mi diceva una mia amica, siamo noi a interpretare ciò che succede e, magari, qualcosa che per me è buono, per qualcun altro è la cosa peggiore che potesse capitare.
E noi, stupidi ometti in questo puntucolo dell'universo ci crediamo suoi padroni, quando non sappiamo nemmeno cosa sia, l'universo.
Siamo patetici, diciamocelo.
[La Mia Doccia]
lunedì 19 gennaio 2009 0.45
Tutti i ricordi legati ad un determinato periodo riaffiorano, poco alla volta. Quel periodo in cui pensi di sapere come va il mondo, quel periodo in cui, invece, non sai nemmeno cos'è, il mondo.
E ascolto.
Ascolto l'acqua. L'acqua che cade su di me, le gocce che scendono dalle pareti e dal vetro, il vapore che si innalza leggero e invisibile.
Ascolto le voci della casa. Tutti quei suoni che sentirei meglio se non fossi sotto l'acqua: la tv, mio fratello che si prepara ad uscire, mia mamma che mette a posto la cucina.
E ad un tratto mi manca quell'ignoranza di quando mi facevo la doccia in questo bagno, quando non c'era ancora quello "migliore".
Ad un tratto mi manca questa doccia. E' scomoda, è piccola, è claustrofobica, è buia. Ma forse non è questo che mi disturba.
E in ogni caso, come l'acqua che cade non rimane nello stesso punto nemmeno per un secondo, così i miei pensieri. E vagano. Nella mia mente. Infinita ma limitata.
E il mio limite infinito è la memoria.
Ricordi che ci sono ma non riesco a raggiungere, ricordi che si sbloccano casualmente, come un lancio di dadi. Ricordi di pochi minuti prima, che ormai sono già irraggiungibili.
Parole sconnesse, ma legate da un sottile filo.
Speriamo aggiustino presto la mia doccia.
mercoledì 7 gennaio 2009 22.01
E pensi che hai ancora la fortuna di litigare con i tuoi genitori, di insultare gli amici, di cadere nel più profondo baratro e di cercare di riarrampicarti.
E non ti accorgi di quanto sei fortunato e ti dai ancora una volta dello stupido. La verità è che la vita fa paura, e lo sai. Ma a volte, quando tutto sembra andarti finalmente bene, non riesci ad andare avanti. E tu lo sai il perché.
Perché quando tutto sembra andare per il meglio sai che può solo peggiorare.
Qualcuno una volta disse "E' la calma prima della tempesta". Mai frase fu più azzeccata di questa (e questo lo sapeva anche Murphy).
Si, forse sto esagerando un po', il mondo non è tutto bianco o nero, può sempre andare peggio e può sempre andare meglio, tra sfumature infinite di grigi. Ma come mi diceva una mia amica, siamo noi a interpretare ciò che succede e, magari, qualcosa che per me è buono, per qualcun altro è la cosa peggiore che potesse capitare.
E noi, stupidi ometti in questo puntucolo dell'universo ci crediamo suoi padroni, quando non sappiamo nemmeno cosa sia, l'universo.
Siamo patetici, diciamocelo.
[La Mia Doccia]
lunedì 19 gennaio 2009 0.45
Tutti i ricordi legati ad un determinato periodo riaffiorano, poco alla volta. Quel periodo in cui pensi di sapere come va il mondo, quel periodo in cui, invece, non sai nemmeno cos'è, il mondo.
E ascolto.
Ascolto l'acqua. L'acqua che cade su di me, le gocce che scendono dalle pareti e dal vetro, il vapore che si innalza leggero e invisibile.
Ascolto le voci della casa. Tutti quei suoni che sentirei meglio se non fossi sotto l'acqua: la tv, mio fratello che si prepara ad uscire, mia mamma che mette a posto la cucina.
E ad un tratto mi manca quell'ignoranza di quando mi facevo la doccia in questo bagno, quando non c'era ancora quello "migliore".
Ad un tratto mi manca questa doccia. E' scomoda, è piccola, è claustrofobica, è buia. Ma forse non è questo che mi disturba.
E in ogni caso, come l'acqua che cade non rimane nello stesso punto nemmeno per un secondo, così i miei pensieri. E vagano. Nella mia mente. Infinita ma limitata.
E il mio limite infinito è la memoria.
Ricordi che ci sono ma non riesco a raggiungere, ricordi che si sbloccano casualmente, come un lancio di dadi. Ricordi di pochi minuti prima, che ormai sono già irraggiungibili.
Parole sconnesse, ma legate da un sottile filo.
Speriamo aggiustino presto la mia doccia.
domenica 1 gennaio 2012
[Il Mio Dicembre 2008]
[I Miei Minuscoli Vascelli]
martedì 2 dicembre 2008 19.43
Vorrei che fosse così semplice.
Perché, per quanto uno si impegni facendo del suo meglio, le cose vanno ancora storte?
Perché?
Se uno fa del suo meglio dovrebbe avere almeno la certezza che niente andrà storto, che non si sarà sforzato invano. E invece no, di nuovo la vita ti prende a calci.
Beh, se questa è Giustizia, per me allora è come il cubismo (e con questo intendo che non la capisco, non che è una forma d'arte).
martedì 2 dicembre 2008 19.43
Vorrei che fosse così semplice.
Perché, per quanto uno si impegni facendo del suo meglio, le cose vanno ancora storte?
Perché?
Se uno fa del suo meglio dovrebbe avere almeno la certezza che niente andrà storto, che non si sarà sforzato invano. E invece no, di nuovo la vita ti prende a calci.
Beh, se questa è Giustizia, per me allora è come il cubismo (e con questo intendo che non la capisco, non che è una forma d'arte).
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